Cavallotto: una storia affinata nel tempo

Una famiglia con la passione per il Nebbiolo e le Langhe.

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La storia di Cavallotto è intrecciata in modo unico alle Langhe e al Barolo. Per comprendere meglio questo legale dobbiamo fare un piccolo viaggio nel tempo.

Juliette Colbert e il Barolo

Siamo a metà del XIX secolo e Juliette Colbert, nata in Loira, sposò il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo.

Qui ebbe modo di conoscere il Conte Camillo Benso, proprietario di diverse vigne a Grinzane Cavour.

Tra i dui nacque una sincera amicizia, spinta dall’amore comune per il buon vino. I due; infatti, ebbero la fortuna intuizione di trasformare il rustico nebbiolo, all’epoca proposto in versione frizzante per smorzarne i tannini, in uno dei vini più eleganti dell’epoca.

L’inesperienza dei contadini fu colmata dalla loro conoscenza del Pinot Nero della Borgogna, insegnando agli  uomini delle Langhe come invecchiare e conservare il nebbiolo: era nato il Barolo.

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Juliette Colbert e le opere di carità

Juliette Colbert era una donna dall’animo generoso e di nobile altruismo. Ospitò Silvio Pellico uscito dalle prigioni austriache e creò numerose istituzioni benefiche in Piemonte. Il suo amore per i più bisognosi è testimoniato dal lascito della collina Monte della Guardia di sua proprietà che lasciò in eredita a Giuseppe Boschis, uomo che lavorava le vigne di quell’appezzamento.

Bricco Boschis

Nel 1928 Giacomo Cavallotto acquistò la collina che nel frattempo era stata battezzata con il nome del fortunato ereditiero, mettendo le basi per la Tenuta Cavallotto. Una ventina d’anni più tardi i figli vinificarono per la prima volte le uve prodotte in questa collina.

I Vigneti

I vigneti della cantina Cavallotto si estendono su una superficie di 25 ettari in un unico corpo, di questi più della metà coltivata a Nebbiolo da Barolo (17 ettari). Il Dolcetto e la Barbera occupano circa 5 ettari, mentre i restanti vigneti sono coltivati a Freisa, Pinot Nero, Chardonnay Grignolino.

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I Vini

I vini prodotti da Cavallotto rispecchiano le caratteristiche di un terroir unico come quello di Barolo, composto da marna calcarea e venature di sabbia. Questa particolare conformazione geologica crea vini robusti, equilibrati, dai profumi complessi.

Il Barolo invecchia in grandi botti in rovere di Slavonia, ciò consente un interscambio di caratteristiche tra l’uva, il legno e l’ossigeno: uno scrigno che esalta la personalità e le caratteristiche di Bricco Boschis e dei vigneti adiacenti.

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