Tutti vogliono l’American Whiskey

Il distillato più “contrabbandato” è il re delle esportazioni americane.

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Il Whiskey si prende il podio più alto delle esportazioni delle bevande alcoliche americane, con una quota del 63% pari a 1,4 miliardi di dollari nel 2023 (+9% rispetto all’anno precedente).

Secondo quanto riporta il sito The Drinks Business, le esportazioni totali di alcolici negli Stati Uniti hanno raggiunto la cifra record di 2,2 miliardi di dollari l’anno scorso, con un aumento dell’8% rispetto al 2022. Un ottimo risultato, considerando gli effetti tra il 2018 e il 2021 delle tariffe imposte dal Regno Unito e dall’UE.

Il totale delle esportazioni di alcolici degli Stati Uniti verso l’Ue è cresciuto del 24% rispetto al 2022. L’Unione europea è il principale mercato di esportazione degli alcolici statunitensi, con circa il 40% delle vendite all’estero nel 2023, pari a 883 milioni di dollari.

I primi cinque mercati per gli alcolici nel 2023 includono anche Canada (262 milioni di dollari), Messico (139 milioni di dollari), Australia (138 milioni di dollari) e Regno Unito (129 milioni di dollari).

Gli accordi di libero scambio si sono rivelati fondamentali. Le esportazioni verso i Paesi in cui vigono accordi di libero scambio e quelli a dazio zero raggiungeranno 1,8 miliardi di dollari nel 2023, rappresentando l’83% del totale.

Al contrario, i Paesi ad alta tariffazione, tra cui l’India (dazio del 150%), il Vietnam (dazio del 45%) e il Brasile (dazio del 20% su tutti gli alcolici distillati importati, ad eccezione del whisky sfuso, che ha un dazio del 12%), sono stati responsabili di appena il 3% delle esportazioni totali di alcolici degli Stati Uniti nel 2022, per un totale di 69,2 milioni di dollari.

Il whiskey americano come categoria comprende il Tennessee whiskey, il Bourbon, il Rye whiskey e il Single Malt.

Negli ultimi 20 anni le esportazioni globali di alcolici statunitensi sono aumentate di quasi il 280%, passando da 587 milioni di dollari nel 2003 a più di 2,2 miliardi di dollari nel 2023.

Source: federvini.it

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