Qual è il frutto più disgustoso al mondo?

Curiosità e proprietà del Noni.

Donna che guarda con disgusto un frutto tropicale

Maori e aborigeni sono tra le civiltà più antiche, divise in piccoli gruppi etnici, ciascuno contraddistinto da una propria identità linguistica e culturale. Per secoli rimasti anonimi alla cultura di massa, da qualche decennio sono tornati alla “ribalta” grazie a film d’animazione come Oceania, alle linee e forme dei loro tatuaggi e all’Haka, la danza tribale che accompagna ogni partita degli All Blacks. Nonostante la nostra conoscenza rimanga superficiale, abbiamo ben presente il legame che questi popoli hanno con la natura e la terra, prendendo da essa ciò che occorre al proprio sostentamento e legando ad agni singola pianta un significato ed una specifica virtù.

Tra questi, spicca il Noni, considerato miracoloso dalle tribù australiane e polinesiane. Non ci sarebbe nulla di male nell’assecondare millenarie credenze, ma ciò che rende la storia ancora più incredibile sono le proprietà organolettiche di questa specie che gode di una vena particolarmente amara e di un sapore così puzzolente, da essere ritenuto il frutto più disgustoso del mondo. Qualità poco gradevoli che però non hanno scalfito la sua aurea salutare e benefica, infatti, il suo succo è ampiamente bevuto nell’emisfero tropicale, perché ritenuto un’ottima cura per disturbi e problemi di salute, dimostrando una straordinaria efficacia contro stress, tosse, colite, febbre, nausea, diabete e raffreddore, sebbene la comunità scientifica lo classifichi come un generico integratore naturale. Che dire? Non resta che provarlo…