Scuderia RedBull: Dario Costa

La punta di diamante della Red Bull Air Race.

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Dario Costa (Manchester, 9 maggio 1980)

Trasformare un payoff aziendale in uno stile vita, così si potrebbe sintetizzare la vita di Dario Costa, nato in terra straniera da madre iraniana e padre italiano che fin dalla sua infanzia ha vissuto viaggiando per il Nord Africa, esperienza che gli ha fatto crescere l’amore per i cieli.

A sei anni la famiglia si traferisce a Bologna, dove frequenterà il percorso di formazione per diventare pilota, una passione spinta da un talento precoce tanto che a soli 16 anni compie il primo volo da solista.

Come spesso accade non sempre ciò che amiamo fare coincide con il lavoro e nel rispetto di questa grande regola di vita, anche Dario dovette accettare di fare altri lavori, dapprima come giardiniere e successivamente come postino, finché l’Aeroclub Bologna non lo chiamò per proporgli un incarico come istruttore teorico. Qualche anno dopo, grazie ad una borsa di studio, ottenne il brevetto di pilota commerciale, qualifica di istruttore di volo e di volo acrobatico.

Ben presto si dedica completamente alla disciplina del volo acrobatico a motore, iniziando anche a partecipare a qualche gara. Un percorso solcato dalla dedizione e innate abilità che nel 2013 lo fanno entrare nella Red Bull Air Race come direttore operazioni di volo, pilota sviluppatore e ferry pilot, diventando inoltre il primo pilota italiano a qualificarsi come pilota da corsa nella mitica squadra austriaca.

Oltre ai tanti successi di gara, Costa può annoverare il primato assoluto di volo sincronizzato con uno sciatore freestyle: l’italiano Ian Rocca.

Nel 2018 disputa la Red Bull Air Race Challenger Cup ed anche in questa occasione è un battesimo tricolore, perché prima di lui nessuno in Italia ci era riuscito. Nemmeno a dirlo nella seconda stagione ha vinto la Challenger Cup sul Lago Balaton.

Gli anni che seguono sono un elenco di primati mondiali senza precedenti; infatti, è stato il primo pilota di aeroplani ad aver fatto manovre di gara a bassa quota sul deserto del Namib (2019), è stato il primo pilota ad aver volato insieme ad un elicottero, è stato il primo pilota a volare a bassa quota lungo il circuito di F1 della Stiria ed è stato il primo pilota di aereo plano a volare in formazione con un tuffatore. Ed è solo una piccola lista delle sue imprese.

Nel 2021 mette a segno l’ennesimo capolavoro gravitazionale, realizzando il volo più lungo in assoluto (1730 metri) all’interno di una galleria, che gli è valso il riconoscimento di ben 5 record mondiali.

Una dote assoluta, resa poetica da queste e molte altre sfide alla gravità che lo hanno reso agli occhi di questa disciplina una figura quasi romanzesca, degna di un grande racconto dal titolo “l’uomo che sfidava i cieli”.

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